Su Matera 2019 Nicola Benedetto lancia l’allarme: «C’è chi si scotterà»

MATERA – «Ci saranno molti materani che ne usciranno scottati». L’imprenditore Nicola Benedetto, ex assessore regionale alle Infrastrutture e candidato di Forza Italia alle regionali di novembre, guarda con preoccupazione al 2019, l’anno in cui Matera sarà incoronata capitale europea della cultura.

«Si uscirà molto male – continua – da questo anno che nelle attese doveva essere l’anno della rinascita, della rivincita, del rilancio dell’economia materana. Basta fare quattro semplici conti, solo una moltiplicazione, per capire che andrà così. Ho aperto una struttura ricettiva come Palazzo Gattini nel 2008, so cosa che è successo in questi anni e posso dire cosa sta accadendo adesso e cosa sta per accadere fra un anno. Nelle più rosee prospettive si calcola l’arrivo di un milione di visitatori. Attualmente la città dispone di circa 5500 posti letto, ai quali se ne aggiungeranno un altro migliaio con il nuovo bando regionale sulla Ricettività di qualità o il Mini Pia. Vuol dire che in un anno, moltiplicando per 365 giorni, l’offerta sarà superiore a due milioni di posti letto. Questo significa che l’occupazione non raggiungerà il 35-40 per cento di quella che era nel 2008, quando ho aperto questa struttura. Chi ha deciso di investire nel settore ricettivo, contraendo anche dei mutui, si ritroverà ad avere grandi difficoltà».

Il suo pensiero Benedetto lo ha esplicitato nel corso della conferenza stampa organizzata dal centrodestra, nei giorni scorsi, a Palazzo Gattini, per esprimere il suo dissenso nei confronti del ribaltone che ha trasformato il governo di unità municipale in un monocolore di «una parte» del Pd. «Bisognava mettere in campo azioni forti – è la tesi dell’imprenditore – perché Matera potesse avere quel che si attendeva in termini di sviluppo dell’economia e incremento di posti di lavoro». Ma le azioni forti non sono state attuate, oppure sono state soltanto enunciate o avviate in grande ritardo, per vedere la luce negli anni a venire. A meno di 150 giorni dal 2019 la città non ha fatto nessun passo avanti nel potenziamento della rete di infrastrutture. Progetti essenziali come i terminal bus e i parcheggi sono ancora sulla carta o, nella migliore delle ipotesi, sono stati appena cantierizzati. Un disastro il capitolo dei contenitori culturali, che non solo non sono stati incrementati, ma sono addirittura inaccessibili o a rischio di agibilità. Ma a non soddisfare è soprattutto la gestione del turismo, in balia di se stessa. Basti dire che la città ha cambiato tre assessori comunali al Turismo in tre anni, con prolungate vacatio tra un avvicendamento e l’altro.

Non esiste alcuno studio dei flussi, che rilevi le provenienze, le motivazioni, gli interessi dei turisti e di conseguenza orienti politiche mirate e l’offerta calibrata di servizi. In questa situazione di anarchia si favorisce il turismo di massa e si penalizza il turismo di qualità. Lo fa rilevare anche Benedetto quando dice di non aver condiviso la maggiorazione della tassa di soggiorno.

«Quattro euro a turista, anche se all’apparenza potrebbero apparire una cifra di poco conto, generano entrate rilevanti. Una tassa così – afferma – non si paga neanche a Capri (dove è stata sostituita da una tassa di sbarco dell’importo di 1,50 euro, ndr). Sarebbe invece necessario introdurre una tassa d’ingresso rapportata a quel turismo di passaggio che rappresenta un costo per la città, pesando soprattutto sulle spese per la raccolta dei rifiuti e la pulizia straordinaria».
Oggi invece l’altro paradosso è il «regalo» della sosta nei parcheggi blu la domenica e negli altri giorni festivi. Alla città viene a mancare la possibilità di incamerare altre entrate da destinare al potenziamento e al miglioramento dei servizi turistici o alla stessa viabilità.

Le riserve di Benedetto tuttavia lasciano una porta aperta al dialogo. La sua analisi è la premessa alla richiesta di un cambio di passo, per riuscire a salvare il salvabile e non continuare a parlare di Matera 2019 come di una opportunità perduta.



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