Sanitopoli, annullate ordinanze per due primari su tre Attesa sul caso di Benedetto

MATERA – Dopo le prime scarcerazioni di ieri continuano anche oggi le discussioni sui ricorsi presentati al Tribunale del Riesame di Potenza dagli indagati coinvolti nell’inchiesta «Sanitopoli, sull’esistenza di un «sistema» nei concorsi e nelle nomine dalla sanità.

Tra gli indagati il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella dallo scorso sei luglio agli arresti domiciliari, confermati dal Gip di Matera Angela Rosa Nettis e dal Tribunale del Riesame. Per lui le accuse sono di falso e abuso d’ufficio.
Ieri le prime scarcerazioni, dopo che davanti al Riesame sono comparsi 12 indagati.
Il collegio, presieduto dal giudice Aldo Gubitosi, ha annullato, infatti, le ordinanze cautelari domiciliari nei confronti di Domenico Petrone e Lorenzo Santandrea (primario di otorinolaringoiatria a Potenza). I primi due e Gennaro Larotonda (primario di otorinolaringoiatria a Matera) a cui, invece, i giudici del Tribunale della Libertà hanno confermato gli arresti domiciliari.

I tre sono accusati di aver condizionato l’esito di un concorso pubblico per due posti a tempo pieno e indeterminato da dirigente medico di otorinolaringoiatra. Sulle altre istanze presentate il Tribunale della Libertà dovrebbe esprimersi entro domani. Resta in attesa, tra gli altri, la direttrice amministrativa dell’Asm di Matera Maria Benedetto, in aspettativa ed attualmente ai domiciliari in seguito all’attenuazione della misura cautelare in carcere disposta dal gip. Il giudice ricordiamo, ha deciso il passaggio dal carcere ai domiciliari anche per il commissario generale dell’Asm Pietro Quinto (dimissionario).
«Ha prevalso –ha spiegato l’avvocato Riccardo Laviola legale di Benedetto riguardo alla decisione di rivolgersi al riesame- l’interesse all’unico contraddittorio sulla decisione del gip. Per la prima volta si scende nel merito e nella valutazione delle misure cautelari. Il riesame rappresenta un primo momento di confronto dialettico.
In caso di esito negativo ci affideremo alla Cassazione. Abbiamo chiesto l’annullamento dell’ordinanza e, in subordine, l’attenuazione degli arresti domiciliari perché non ci sono più le esigenze cautelari». Su Benedetto pesano 23 capi d’imputazione. Anche l’avvocato Dino Donnoli legale della direttrice amministrativa dell’Ospedale San Carlo di Potenza Maddalena Berardi, di Davide Falasca (difeso anche dall’avvocato Gaetano Basile) e di Angela Capuano ha chiesto l’annullamento delle misure cautelari previste per i suoi assistiti ed ha presentato una copiosa memoria difensiva. Berardi è tra gli indagati a cui l’accusa attribuisce un ruolo nel condizionare l’esito di un pubblico concorso per dirigente amministrativo all’Asm.

Oggi dovrebbero essere nove le discussioni al riesame tra cui quella relativa ai capi di imputazioni attribuiti all’avvocato Agostino Meale, docente ordinario di diritto amministrativo per l’Università di Bari, accusato di aver favorito la carriera universitaria del figlio del dirigente dell’Asm Pietro Quinto il quale, in cambio, gli avrebbe assicurato l’affidamento di incarichi e consulenze. Oltre alla posizione dell’avvocato Meale saranno discusse quelle del direttore generale dell’azienda sanitaria di Bari Vito Montanaro che avrebbe raccomandato, secondo l’accusa, un dipendente dell’Asl barese. Nelle prossime ore dovrebbero arrivare le decisioni del collegio per gli altri indagati.



Fonte


Conosci già Matera? Mettiti alla prova con un quiz!Inizia il quiz