Matera, tegola sul liceo Duni conferma l’emergenza

MATERA – Nemmeno il tempo di annunciare la nuova dotazione finanziaria (2 milioni di euro rivenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale-Fesr) per la riqualificazione degli edifici scolastici comunali ed ecco un’altra tegola sulla testa di studenti, insegnanti e famiglie, quella del Liceo classico Duni dichiarato inagibile perché a rischio statico gli ultimi due piani dell’immobile. E ora? Un bel guaio, visto che la situazione dell’edilizia scolastica, in città come negli altri centri della provincia, è tutto tranne che confortante ed è stata più volte segnalata in questi anni da chi opera negli istituti e dai sindacati della scuola.

I 2 milioni del Fesr, o parte di essi, potranno a questo punto servire per risolvere i problemi del Duni? E in ogni caso, questo stanziamento potrà comunque essere utile per la riqualificazione di quali plessi cittadini? Certo, a poco più di tre mesi da Matera 2019 un altro storico «presidio culturale» viene meno e questo non contribuisce ad una bella immagine della capitale europea.

«Il quadro degli interventi da realizzare – dice Nicola Trombetta, assessore comunale ai lavori pubblici – è da definire e lo faremo nei prossimi giorni nei confronti con i nostri tecnici e i responsabili degli istituti».
Ma l’edificio del Liceo Duni, che comunque è struttura dell’ente Provincia? «La notizia di problemi in un’altra scuola complica sicuramente le cose. Il fatto è che abbiamo tanta necessità di denaro già per i plessi di competenza comunale e perciò non so dire sino a che punto un’ipotesi del genere sia percorribile».
Intanto, ieri, il presidente della Provincia, Francesco De Giacomo, ha detto a La Gazzetta che il Duni, tra le soluzioni temporanee, valuterà pure quella dei doppi turni. Una possibilità, tuttavia, che pare remota in considerazione degli studenti pendolari e della rete dei collegamenti dei bus. Ma questo aspetto sarà trattato nel confronto che la preside del Duni e il collegio dei docenti avrà domani con i genitori degli studenti nella sala consiliare della Provincia. Proprio la dirigente scolastica Patrizia Di Franco, in una nota, «raccomanda massima serenità, pur nella difficoltà del momento. La scuola non la fanno gli edifici, ma le persone e il Liceo Classico affronterà e vincerà anche questa sfida».

La sicurezza dell’edilizia scolastica, a prescindere dalla natura dei problemi che di volta in volta si presentano, resta una questione aperta, e non solo in Basilicata. Si pensi al rischio sismicità.
Dai dati diffusi dal Miur lo scorso anno, emerge che in Basilicata i plessi sono 923 (646 in provincia di Potenza, 277 in quella di Matera), di cui 54 sottoposti a vincoli idrogeologici (46 a Potenza, 8 a Matera), 178 a vincoli paesaggistici (85 e 93). 159 sono considerati edifici vetusti (112 e 47), 88 sono situati in zona a rischio di bassa sismicità (tutti in provincia di Matera), 501 in zone a rischio sismicità medio-alta (312 in provincia di Potenza, 189 in quella di Matera), 334 in aree considerate e censite a rischio di elevata sismicità (tutti in provincia di Potenza).

Sono solamente 261 le scuole lucane che risultano avere una progettazione antisismica: di queste 241 si trovano nel territorio potentino e 20 nel Materano.



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