Matera, inchiesta sulla sanità: spunta anche un magistrato

MATERA – C’è anche un magistrato indagato nell’ambito della Sanitopoli lucana, l’inchiesta che ha portato all’arresto del governatore Marcello Pittella (si trova ai domiciliari nella sua villa di Lauria) e ad altre misure cautelari che riguardano, tra gli altri, gli ex vertici dell’Azienda sanitaria di Matera. Si tratta di un magistrato in servizio in Basilicata. Il particolare emerge da una segnalazione inviata dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo alla Procura di Matera che indaga sulla vicenda dei concorsi e delle raccomandazioni nella sanità lucana.

Nella nota, in particolare, si fa riferimento a una doppia intercettazione telefonica nei riguardi di un’utenza da parte della Procura materana e di quella di Catanzaro. Una sovrapposizione, insomma, che ha creato qualche imbarazzo negli ambienti investigativi, oltre a costi aggiuntivi: sentire e trascrivere due volte le stesse conversazioni del magistrato può essere letto come lo specchio di una giustizia italiana farraginosa e confusionaria.

Nella risposta alla direzione nazionale Antimafia, il pm Salvatore Colella, titolare delle indagini, ha spiegato che l’intercettazione della stessa utenza da parte della Procura di Catanzaro è stata effettuata a seguito della trasmissione, da parte del suo ufficio, di uno stralcio delle intercettazioni effettuate sull’oggetto di segnalazione, nel corso delle quali emergeva notizia di reato a carico del magistrato in servizio presso il distretto lucano. Catanzaro, infatti, è competente territorialmente quando ci sono indagini e accertamenti che riguardano toghe della Basilicata. Restano da decifrare il nome e le ragioni per le quali è indagato il magistrato «origliato» in contemporanea. Il pm Colella, raggiunto telefonicamente, si trincera dietro un «no comment».



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