Matera, a D’Andrea la delega per la Cultura e la capitale Ue

di Donato Mastrangelo

MATERA – È il potentino Giampaolo D’Andrea, già sottosegretario ai beni ed alle attività culturali nel primo governo e secondo D’Alema e nel secondo governo Amato e ai Rapporti con il Parlamento nel primo governo Monti (2011) e capo di gabinetto del ministro Dario Franceschini al Mibact, la figura di spicco della nuova giunta varata dal sindaco Raffaello De Ruggieri. Ricoprirà la delega alla Cultura, Innovazione, Matera 2019, Politiche di innovazione e ricerca, 5g, Matera digitale e cinema.

Ieri mattina l’annuncio nella conferenza stampa a sorpresa convocata nella sala Mandela del Palazzo di Città. Una presenza fortemente voluta dal primo cittadino. «D’Andrea – ha affermato De Ruggieri – si è reso disponibile per affrontare un percorso comune che mi auguro vincente affinché Matera trovi, attraverso la sua identità ed autenticità l’occasione per tradurre questo capitale di storia nel ruolo dello sviluppo del suo territorio». Insomma quasi un apporto di servizio alla causa della Capitale Europea della Cultura. «Ho aderito – dichiara – al caldo e pressante invito del sindaco De Ruggieri a dare una mano in vista della fase che separa la città dall’atteso appuntamento del 2019. In tal senso – ha proseguito D’Andrea – conto di mettere a disposizione il sistema di relazioni che ho maturato ai vari livelli istituzionali e di poter quindi supportare l’azione che porta al 2019. Ad onor del vero – sottolinea – il politico e accademico esperto in storia risorgimentale e contemporanea – avevo pensato di concedermi una pausa professionale ma non me la sentivo di declinare l’invito del sindaco De Ruggieri, anche perché ho inteso compiere un atto di generosità verso quella comunità che aveva contribuito, in passato, alla mia elezione di parlamentare. Insomma, è stato un debito di riconoscenza».

Quanto al tema dei ritardi, oggetto di dibattito anche delle recenti visite dei ministri del Sud Barbara Lezzi, del Mibact Alberto Bonisoli e del vice premier Luigi Di Maio, D’Andrea ha dichiarato che «il tempo da recuperare è sulle opere pubbliche piuttosto che sul programma culturale e su quanto previsto dal Dossier di candidatura presentato all’Unione Europea. Ieri con il sindaco abbiamo avuto solo uno scambio di vedute su questi aspetti». D’Andrea ritiene che lo attenda una sfida stimolante. «Matera 2019 è il punto di partenza per la città e la Basilicata, per costruire un virtuoso modello di sviluppo per l’intero Mezzogiorno. La sfida è italiana: lo aveva ribadito il governo precedente e anche il ministro Bonisoli ha posto l’accento sul sistema Paese». D’Andrea si occuperà anche si innovazione. «Il rapporto tra lo straordinario patrimonio degli insediamenti primordiali e i nuovi progetti tecnologici rappresentano la sintesa perfetta della proiezione futura di Matera».



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