Legge elettorale e il 17 si fissa il voto

Tutto è racchiuso in quelle due parole : «al capo I» ed al «capo II» contenute nella legge quadro nazionale 165 del 2004. Il destino della legge elettorale regionale, in fondo, è appeso al filo dell’interpretazione della norma nazionale che sancisce le procedure di voto per le Regioni che non hanno legiferato in materia. L’accelerazione sul voto per le legge elettorale regionale è collegata anche a questo e da giorni la discussione è aperta. Oltre al listino, al voto disgiunto, al numero di consiglieri da assegnare al Matera l’attenzione (e le divisioni) sono concentrate anche sulle procedure elettorali e la data di fissazione delle prossime regionali. Nella legge regionale in discussione, infatti, la domenica di votazione è definita «con deliberazione del Consiglio regionale, assunta tre mesi prima della scadenza della legislatura» . Il che significa che – in caso di approvazione della legge – considerato che le scadenza naturale della legislatura è il 17 novembre (il quinquennio per legge decorre per ciascun Consiglio dalla data delle elezioni) non oltre il 17 agosto «le elezioni devono essere indette con un decreto del presidente della Giunta, sentito il presidente del Consiglio regionale». Insomma, la data deve essere fissata e poiché la tempistica fa riferimento all’articolo 5 capo II della legge quadro nazionale 165 del 2004 la fissazione può avvenire «non oltre i sessanta giorni successivi al termine del quinquennio o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori». Facendo rapidamente dei conti: da novembre si può arrivare al massimo fino al 23 gennaio. Stesso periodo in cui si rientra se la legge regionale non dovesse essere approvata e per le elezioni si dovesse fare riferimento sempre alla legge 165 del 2004. Già perché a far prevalere la legge quadro e non la vecchia legge nazionale 108 del 1968 (che, invece, stabilisce che il voto debba avvenire al massimo entro novembre) sono appunto quelle due parole «capo I» e «capo II». Perché se è vero che una legge statale prevale sulla legge quadro è altrettanto vero che la 165 al capo I precisando le disposizioni generali pone i principi, mentre al capo II non demanda alle Regioni ma indica. Diventando, dunque, la legge più recente a cui fare riferimento. Nessuna modifica sostanziale, dunque, tra la vecchia e le nuova legge. Ma procedure accelerate in caso di via libera della nuova, con il rischio, tra l’altro, che nei 60 giorni concessi al Governo in caso di impugnativa della legge elettorale regionale, si debba modificare il tutto ad elezioni già indette. Insomma, la questione è delicata. Come i nodi politici sulla nuova legge: dal voto congiunto chiesto dal Pd e osteggiato da LeU all’ingresso in Consiglio dei primi tre o quattro candidati presidenti delle coalizioni. Ipotesi, quest’ultima che spacca non solo l’opposizione (con una piccola parte che potrebbe votare la legge) ma la stessa maggioranza. Divisa anche sulla possibilità di aprire ad un maggior numero di consiglieri del Materano. Il che lascia presagire per oggi una possibile conta.



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