La prima campanella per 79mila lucani, tra spopolamento e i soliti problemi

POTENZA – Sono complessivamente 78.903 gli studenti lucani iscritti nelle scuole della Basilicata per l’anno scolastico 2018-2019 che comincerà domani, lunedì 10 settembre: in provincia di Potenza gli iscritti sono 49.665, e 29.238 nel materano. I dati sono stati forniti dall’Ufficio scolastico regionale. In provincia di Matera, 4.056 sono i bambini iscritti nelle scuole dell’infanzia, 8.232 nelle scuole primarie, 5.560 nelle scuole secondarie di primo grado, e 11.390 in quelle di secondo grado. In provincia di Potenza, invece, le iscrizioni nelle scuole dell’infanzia sono 6.772, 14.642 in quelle primarie, 9.670 nelle secondarie di primo grado e 18.581 nelle secondarie di secondo grado. 

In Basilicata gli alunni disabili sono complessivamente 1.859, di cui 598 nel Materano e 1.261 nel Potentino; proprio per quanto riguarda gli alunni  diversamente abili vi è stato un incremento di circa il 30% (la  Basilicata, rispetto ai dati nazionali, fa registrare la  percentuale più bassa, pari al 2,2% di alunni con disabilità sul  totale). In quanto al rapporto tra alunni con disabilità e posti  di sostegno la Basilicata, insieme alla Campania e Molise, fa  registrare un dato migliore, riuscendo ad assicurare un grado di  copertura maggiore rispetto alle altre regioni italiane».

Nel Materano, l’istituto comprensivo con il maggior numero di studenti (1.530) è il «Pascoli» della Città dei Sassi. Nel Potentino, invece, è l’istituto «Savio» del capoluogo ad avere il maggior numero di iscrizioni (1.218).

In un generalizzato scenario di spopolamento scolastico, gli stranieri contribuiscono a contrastare il fenomeno: sono ben 2800 iscritti stranieri (tutti i gradi) anno scolastico 2018/2019. In Comuni come San Fele, Sant’Arcangelo e Nova Siri non hanno chiuso asili e scuole.

Secondo i dati che sono stati presentati dall’Ufficio regionale in un’audizione presso il Consiglio regionale, in sei piccoli Comuni non c’è più nessuna scuola (Calvera, Cirigliano, Fardella, San Paolo Albanese, Trivigno e Castelluccio superiore) e questo numero è destinato a salire nel prossimo anno scolastico: sono 14, infatti, i Comuni con un decremento degli alunni superiore al 50% e in vari altri paesi le sezioni sono comunque accorpate a scuole di Comuni vicini, comportando così un pendolarismo sin dall’inizio del percorso formativo. 

Le riduzioni più marcate si verificano nella scuola primaria e secondaria di secondo grado (oltre 5000 alunni per ciascun ordine di scuola); nell’anno scolastico che inizia domani si perderanno, in particolare, circa 1.000 alunni solo tra infanzia e primaria. Le autorità sono costrette a ricorrere allo strumento delle pluriclassi che sul piano educativo e formativo presenta problemi di natura didattica ma non c’è altra soluzione: esemplare e preoccupante il caso della provincia di Potenza, dove  si passa dalle 81 dell’anno passato alle a 84 pluriclassi per il 2018/2019, di cui 6 sono uniche, cioè comprendenti alunni dalla prima alla quinta. Tra l’altro, con una evidente sperequazione rispetto al Materano, dove il numero delle pluriclassi è contenuto nelle 20 unità. Considerato che le classi attivate nell’organico di Potenza sono complessivamente 862, il 10% di esse sono costituite da pluriclassi: questo significa, annota la Flc Cgil, «che quasi un alunno su 10 frequentante la scuola primaria è inserito in una pluriclasse, vale a dire all’interno di un modello didattico e organizzativo arcaico, chiuso ed asfittico, assolutamente inadatto alle necessità pedagogiche e didattiche dei nostri tempi, in particolare nella fase critica per la formazione rappresentata dalla scuola primaria».

A differenza dello scorso anno, quando il taglio colpì fortemente il segmento della primaria, quest’anno la riduzione ha riguardato anche l’infanzia, che perde 446 alunni (198 a Matera e 248 a Potenza). Il calo della scuola primaria si attesta invece sui 520 alunni (126 a Matera e 394 a Potenza).

Più in generale, dall’anno scolastico 2006-2007 la  Basilicata ha perso complessivamente 15mila alunni, «con  riduzioni più marcate nella scuola primaria e secondaria di  secondo grado (oltre cinquemila alunni per ciascun ordine di  scuola)»: lo ha reso noto il direttore dell’Ufficio scolastico  regionale (Usr), Claudia Datena, due mesi fa nel corso di una riunione della  prima commissione permanente del Consiglio regionale, convocata  per discutere del regionalismo differenziato.

E le prospettive non fanno certo ben sperare: in Basilicata i bambini da 0 a 3 anni sono circa 12.000, ma quelli che frequentano gli asili-nido sono solo 839. Il tutto in una regione che l’ultimo rapporto Save the Children colloca tra le 7  con il più alto tasso di povertà educativa.

 



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