I turni notturni diventano business

La Procura di Matera è impegnata nelle indagini che hanno causato il terremoto giudiziario alla Regione, con il presidente Marcello Pittella ai domiciliari. Ma dal «sottobosco» emergono altre vicende che confermerebbero una gestione non proprio lineare della sanità regionale. Occhi puntati ancora una volta sulla provincia di Matera e sull’aspetto gestionale delle prestazioni mediche. Con nuovi elementi viene chiamato in ballo nuovamente l’ex direttore generale dell’Azienda sanitaria di Matera, Piero Quinto dimessosi in seguito al suo arresto (ora si trova ai domiciliari). Da alcuni documenti risulta l’acquisto di prestazioni che a molti appaiono anomale. In particolare quello massivo di «prestazioni aggiuntive» in Pediatria, Cardiologia e Radiologia dell’ospedale di Policoro.

Guardando le carte si scopre che la moglie di Pietro Quinto, Carmela Montemurro, medico del nosocomio, da circa tre anni è chiamata, insieme ad altri suoi colleghi, a «supplire» per la copertura dei turni notturni del reparto di Pediatria dell’ospedale di Policoro. Lei per il maggior numero di notti: 7 al mese, percependo altri 3mila euro, aggiuntivi allo stipendio che già riscuote come medico di ruolo dello stesso reparto. Le «prestazioni aggiuntive» sarebbero da richiedere in casi «eccezionali»: per brevi periodi o per coprire turni scoperti. Ma a Policoro è ormai una consuetudine che fa rimpinguare le tasche dei 5 medici del reparto che, stranamente, non eseguono turni di notte come previsto in genere nei contratti, ma solamente con le «prestazioni aggiuntive» Un esborso «aggiuntivo» per l’Asm di circa 15mila euro, solo per giugno. Uno «stipendio bis» che varia dai 2.200 ai quasi 3.000 euro, a seconda delle notti prestazionali. Senza considerare che il giorno seguente, spesso, i medici svolgono il normale servizio presso lo stesso reparto, senza il dovuto riposo, influendo così probabilmente anche sulla qualità del servizio. Anche nella Radiologia e nella Cardiologia dell’ospedale policorese viene usato lo stesso sistema di acquisto delle «prestazioni aggiuntive».

E pare da molto più tempo. L’azienda sanitaria ha «comprato prestazioni aggiuntive» – dagli stessi medici dei reparti – per 7mila euro per la Radiologia e 9mila per la Cardiologia, solo per giugno. Questa sarebbe soltanto la punta dell’iceberg: infatti nella strutturazione del punto nascita dell’ospedale non sono stati previsti medici e infermieri in numero adeguato, quindi con la necessità, anche in questo caso, di richiedere «prestazioni aggiuntive». A guardar bene, il saldo è di tutto rispetto e le cifre in ballo fanno evidentemente gola. In pratica agli stessi medici assunti vengono dati «stipendi aggiuntivi» senza che facciano in qualche caso i turni di notte o gli straordinari con gli incentivi previsti dai contratti. Li si convoca invece a «gettone» considerevolmente più corposi, alla stregua di professionisti esterni nel loro stesso reparto, sembrerebbe per svolgere anche il lavoro dovuto e previsto dal contratto di assunzione.

Ovviamente i più attenti e critici sostengono come, data la carenza di medici nella regione, considerato l’esborso di tutto rispetto per l’acquisto delle prestazioni a causa anche dall’inattività di alcuni medici ai quali è consentito sottrarsi dai turni notturni e festivi, non sia il caso di avviare i concorsi per assumere medici. Solo per i casi citati e per il solo mese di giugno sono stati spesi circa 30mila euro dal piccolo ospedale di Policoro.



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