Ferrosud, recuperare credibilità finanziaria può essere la salvezza

Emilio Salierno

Poche schiarite nella vertenza Ferrosud. Siamo alle prese con le ennesime preoccupazioni per l’evoluzione della vicenda che continua a registrare difficoltà rispetto all’apertura di credito necessaria a ricevere nuove commesse per lo stabilimento di Jesce. Tanto è emerso dall’ultimo incontro tenutosi nella sede di Matera del Dipartimento politiche di sviluppo, lavoro e formazione della Regione Basilicata tra sindacati, associazioni di categoria, azienda e l’assessore al ramo Roberto Cifarelli.

Al nuovo amministratore unico della Ferrosud, Domenico Pellegrini, è stata fatta presente la necessità di avere maggiori certezze sulle azioni da mettere in campo, tra cui quella di riportare la problematica al ministero dello Sviluppo economico (Mise).

Secondo Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, «bisogna comunque trovare una convergenza in sede locale per individuare un percorso condiviso e arrivare con una visione unitaria ai tavoli ministeriali (Lavoro e Mise)».

A tali proposte, l’amministratore unico della Ferrosud ha risposto che «proseguono le interlocuzioni e i contatti finalizzati ad acquisire commesse, ma la vera questione è recuperare credibilità finanziaria, possibile attraverso l’istituto del fitto del ramo di azienda». Lo stesso Pellegrini ha ricordato che il sito produttivo è vincolato, nell’ambito del concordato preventivo, alla proposta che ne prevede la vendita e chiede alla società di presentare una istanza per ogni iniziativa relativa all’ipotesi prospettata di fitto di ramo di azienda. Sempre il commissario unico ha evidenziato che, oltre alle commesse da realizzare all’esterno, la società ha in itinere la costruzione di carrozze aggiuntive, operazione che consente di prevedere carichi di lavoro sino a marzo 2019.

Sulla proposta di costituire un nuovo soggetto a cui affidare le attività della società, l’assessore regionale Cifarelli ha suggerito la convocazione di un tavolo in Confindustria per verificare se sussistano le condizioni per chiudere un’intesa da ratificare successivamente ai tavoli ministeriali. Sin qui l’incontro in Regione.

A giugno scorso, ricordiamo, c’è stata la sfiducia al Consiglio di amministrazione Ferrosud e le azioni sono tornate al precedente proprietario Dario Malena, con la dirigenza della società commissariata e le dimissioni.

«Una situazione – spiegarono i sindacati Fim, Fiom e Uilm – che desta ancora una volta incertezze sulle prospettive industriali e grava ancora di più sulla delicata vertenza Ferrosud. Riteniamo che ormai non sia più rinviabile il confronto al ministero dello sviluppo economico per dare continuità produttiva e lavorativa ad una storica azienda del Materano che è prossima al termine delle commesse».

Un mese prima, a maggio,, il resoconto dell’incontro sulla vertenza Ferrosud, convocato alla Regione Basilicata, si racchiuse in una sola parola: “Insoddisfazione”.

Giovanni Pecci, presidente della Ferrosud S.p.A., rilevarono i sindacati, «non ha assolutamente chiarito come l’azienda materana possa uscire dal baratro in cui è precipitata per responsabilità del Gruppo Mancini. Il suo intervento è stato incentrato principalmente sulle “guerre” tra azionisti e senza nessuna assunzione di responsabilità sulla stesura di un piano industriale credibile ed esigibile con eventuali nuovi azionisti, paventati ma non specificati».



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