Consorzio di bonifica, anche i morti al voto

MATERA – Nell’elenco degli aventi diritto al voto ci sono anche i morti, ma ciò è «ascrivibile al mancato aggiornamento dei dati dell’Agenzia delle Entrate e alla mancata richiesta di volturazione da parte degli aventi causa». Lo ha scritto il commissario dell’ente consortile, Giuseppe Musacchio, il quale, nel giorno delle elezioni per l’assemblea del Consorzio Unico di Basilicata, ha voluto precisare alcune cose.

«Le cause che possono determinare il non aggiornamento dei dati dell’Agenzia delle Entrate – ha aggiunto Musacchio – possono essere i trasferimenti intervenuti con scritture private né trascritte, né volturate; mancata presentazione di denunce di successione; mancata volturazione di atti; ritardo dell’inserimento delle volture da parte dell’Ufficio del Territorio. Il mancato aggiornamento delle titolarità sugli immobili, quindi, non può essere imputato al Consorzio. La contestata presenza nell’elenco degli aventi diritto al voto dei deceduti nasce dall’inattività, per così dire, dell’interessato che a monte non ha regolarizzato la propria titolarità di subentrante nella proprietà immobiliare, né ha provveduto a comunicare e documentare il subentro. Eventuali incongruenze possono essere rimediate con la pubblicazione della delibera che approva l’elenco degli aventi diritto al voto: l’interessato può chiedere l’inclusione del proprio nominativo dopo aver documentato il diritto di proprietà, o altro diritto reale di godimento, intervenuto. L’avente causa della ditta deceduta ancora riportata nell’elenco dei contribuenti, se interessato al voto, deve chiedere entro 30 giorni dalla pubblicazione delle ditte consorziate, l’aggiornamento della propria posizione. Il Consorzio, con delibera 53-18, ha approvato l’elenco degli aventi diritto al voto che, unitamente all’elenco, è stata oggetto di pubblicazione nell’Albo; della pubblicazione è stata data notizia ai consorziati anche mediante affissione di manifesti. Successivamente sono stati definiti i ricorsi pervenuti».

Musacchio ha sottolineato che «neanche dopo lo spirare del termine per presentare i ricorsi sono state registrate lamentele da parte di aventi causa». Sul rinvio delle elezioni, il commissario ha ricordato che «le organizzazioni agricole che lo invocano, fino alla esclusione delle loro liste giammai hanno lamentato difficoltà interpretative e/o applicative della normativa, mai censurata durante l’iter di approvazione della legge di riforma. Aderire alle richieste di annullamento e/o rinvio avrebbe significato violare palesemente la normativa di riferimento e far venir meno il principio essenziale di una moderna democrazia, ovvero la certezza del diritto».

Fabbris ha risposto definendo «reticenti» le dichiarazioni di Musacchio. «Il commissario – spiega – conferma e spiega bene perché le elezioni sono nulle. Conferma che le liste sono piene di morti e false, perché non depurate da quanti non sono in regola sui pagamenti. Dunque, ci dà ragione nel merito, ma tenta lo scaricabarile sostenendo che sarebbe colpa di quelli che sono morti se stanno ancora in lista o al massimo di altri enti, ma la legge istitutiva del Consorzio lo obbliga a tenere il catasto interno aggiornato. Nulla dice su chi dovrebbe garantire il controllo delle deleghe, di chi è in regola con i pagamenti e, in generale, sulla correttezza delle procedure», così come sul fatto che, «essendo il Consorzio un ente nuovo, nessuno ha debiti e, dunque, non può limitare il diritto al voto. Soprattutto, nulla dice sulla sua nomina a rappresentante della Regione nell’assemblea che oggi si dovrebbe eleggere».



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