Colobraro, l’informatica contro la jella: «quel paese» fa fortuna col malocchio

MATERA – Dal 1940 chi doveva andarci diceva “Vado a quel paese”. Magia, tradizioni e un pizzico di innovazione, con il QR code, per i turisti in visita al paese che, anche se solo nominato, porterebbe jella: Colobraro, in provincia di Matera, ha aperto i battenti delle visite guidate, delle rappresentazioni sceniche – ideate dal regista Giuseppe Ranoia – e dei rituali contro il malocchio, con gli spettacoli di «Sogno di una notte a quel paese…», proposti di martedì e venerdì per tutto il mese di agosto.

Il supporto telematico con il QR code consente di fruire delle diverse attrattive artistiche e culturali del piccolo centro della Valle del Sinni, tra gli sguardi ammiccanti di una fattucchiera pronta a leggere il destino e la comparsa dietro stradine, archi, balaustre dei figuranti vestiti da “monachicchi», gli spiritelli burloni, lupi mannari e protagonisti della civiltà contadina che hanno vissuto pratiche e misteri descritti da scrittori come Carlo Levi, nel celebre “Cristo si è fermato a Eboli», antropologi come Ernesto De Martino o riprodotti nella fotografia e filmografia dell’immediato Dopoguerra.

Nelle strade e nelle piazze di Colobraro è d’obbligo munirsi di un «abitino», l’amuleto da portare al collo con sale, semi ed essenze che possono tenere lontano il malocchio. Il sindaco Andrea Bernardo, nonostante l’esordio sotto il diluvio, interpreta «come positivo quel segno della natura che non ha distolto i turisti a visitare il paese della jella, ma anche dell’accoglienza e della simpatia».  (nel video una delle serata a tema, Fb Colobraro)



Fonte


Conosci già Matera? Mettiti alla prova con un quiz!Inizia il quiz