Chiesa rupestre di San Giuliano

Chiesa rupestre di San Giuliano

Via D’Addozio

La chiesa rupestre di San Giuliano si trova all’interno della chiesa di Sant’Agostino.

Due dei quattro lati della Chiesa Rupestre sono completamente ricoperti da dipinti murari dei quali non viene descritto nulla sia nei documenti della Soprintendenza sia nelle trattazioni storiche riguardanti le Chiese Rupestri. Nella parete in fondo dietro l’altare è presente un dipinto raffigurante la S.S. Trinità probabilmente della metà del 1600.

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Sulla parete sinistra sono presenti numerosi dipinti realizzati in diversi secoli.

Uno di  questi riporta chiaramente la data del 1603, sono presenti inoltre numerose altre datazioni e iscrizioni successive fatto che dimostrano come questo luogo abbia rivestito un’importanza mai venuta meno fino ad oggi, che meriterebbe una approfondita ricerca per dare piena luce alla Chiesa origine del Complesso Monumentale di S. Agostino.

Oltre la S.S. Trinità dietro l’altare sono raffigurati: una crocifissione, molteplici dipinti di Madonna con Bambino, San Leonardo, Santa Barbara, San Silvestro.

La leggenda narra di un cacciatore di nome Giuliano al quale, durante una battuta di caccia, un cervo profetizza l’uccisione dei propri genitori. Giuliano per evitare l’eccidio decide di andare via senza alcuna spiegazione. Giunto in un “lontano” castello si mette al servizio del signore del luogo e presta in propri servigi in maniera così solerte che il principe decide di nominarlo cavaliere e di dargli in sposa la castellana.
Un giorno, mentre Giuliano è lontano dal castello, arrivano due anziani signori che intrattenendosi con la castellana raccontano del loro figlio scomparso improvvisamente. La donna capisce che si tratta dei suoi suoceri e senza rivelare ai due anziani la propria identità e quella del marito gli fa accomodare nel proprio letto. Il mattino seguente, mentre la castellana partecipa alla messa mattutina, arriva inaspettatamente Giuliano il quale, vedendo due corpi nel letto della moglie, pensa subito ad un adulterio ed estratta la spada trafigge mortalmente i due corpi.
La moglie intanto tornata da messa lo informa dell’arrivo dei suoi genitori. Giuliano allora ricorda quello che il cervo gli aveva predetto, e piange amaramente. Lasciato il castello insieme alla sua fedele sposa, fonda un ospizio in vicinanza di un fiume allo scopo di ospitare pellegrini e malati e si mette a traghettare da una sponda all’altra i viandanti. Una notte sente una voce lamentosa che implora un traghetto; si alza e vede una persona quasi morta di freddo.
Portatola all’interno dell’ospizio accende il fuoco, la corica sul letto e la copre con l’intento di riscaldarla. Dopo poco tempo l’uomo soccorso che sembra anche lebbroso si alza e dice: «O Giuliano, il Signore mi mandò a te per dirti che Egli ha accettato la tua penitenza e ambedue dopo poco tempo dormirete in pace». Detto questo scompare e dopo pochi giorni Giuliano e la moglie morirono santamente.
Le raprresentazioni dell’immagine di San Giuliano sono diffuse e in alcune compare con il cervo della leggenda e due cani, cosa che lo ha fatto considerare in tutta Italia, insieme con San Corrado Cofalonieri, Sant’Eustachio e Sant’Alberto, patrono dei cacciatori.

Fonti:
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