Chiesa Rupestre dei Quattro Evangelisti

Vico Cosenza – Matera

http://www.chiesaquattroevangelisti.it/

 

Nella zona Nord di Matera, circondato da edifici moderni che hanno dato vita ad un’urbanizzazione selvaggia dell’area, sorge il complesso rupestre dei Quattro Evangelisti, chiamata anche Pecchiara di Don Pirro Groya. Questa importantissima testimonianza storica ed artistica risale ai primi anni del 1500 e, sostanzialmente, ha rappresentato in passato l’azienda agricola della famiglia Groya, di origine pugliese.

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Il complesso, circondato da un muro di cinta alto tre metri, comprende al suo interno un giardino di ulivi secolari e diversi ambienti ipogei tra cui una cisterna per la raccolta delle acque, un’area adibita probabilmente ad abitazione (con la presenza di un forno), una sala di rappresentanza in cui veniva presentata la merce e si raggiungevano gli accordi con gli acquirenti e, infine, una splendida chiesa rupestre completamente affrescata da dipinti murali di pregevole fattura datati 1536. Lungo le mura sorge una torre di osservazione (raggiungibile tramite una scala).

Questo luogo veniva utilizzato dalla famiglia Groya per l’allevamento delle api e la produzione di miele e derivati. Questa pratica avveniva sotto gli archi lungo le mura, che affacciano sul giardino. La cappella di famiglia, così ricca di affreschi, prende il nome dalla presenza sul soffitto di affreschi rappresentanti i Quattro Evangelisti. La piccola chiesa è completamente affrescata anche lungo le pareti. Sopra la porta vi è l’immagine di Dio che irradia la Vergine Maria (a destra guardando l’ingresso dall’interno). Entrando, a partire da sinistra si trovano i dipinti raffiguranti San Lorenzo, Santa Apollonia, Sant’Eustachio (Santo Patrono di Matera, vestito con abiti dell’epoca in cui è stata commissionato il lavoro), Santa Caterina, San Francesco da Paola e Sant’Andrea (con la tipica croce simbolo del suo martirio). Di fronte alla porta vi è rappresentata la Crocifissione. Nella parte inferiore dell’affresco di Sant’Eustachio sono dipinti due bambini con un uomo, tutti genuflessi (probabilmente don Groya con i suoi due figli maschi); sotto la Madonna in Trono, invece, sono raffigurati i committenti femminili, ovvero la moglie di don Pirro Groya e la figlia. La piccola chiesa, completamente decorata, ci permette di affermare che la famiglia Groya possedeva un grande spirito religioso.

Il complesso rupestre dei Quattro Evangelisti racchiude anche una leggenda (priva di riscontri) tramandata da una famiglia che per anni ha curato la manutenzione di questi luoghi. Secondo il racconto il giardino di ulivi secolari avrebbe rappresentato, in passato, un cimitero in cui sono stati seppelliti numerosi bambini.

Fonte testo e immagini: WikiMatera.it
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